Partiamo dal presupposto che, generalmente, mi state tutti notevolmente antipatici.
Non trovo motivo valido per raccontarvi qualcosa, sforzarmi di dover pensare ad un modo interessante e dolce di spiegarvi quello che penso.
La pena di tutto questo è una ovvia solitudine intellettuale e sociale. Ma chissenefrega.
Siete generalmente stupidi, incoerenti, inaffidabili, ipocriti, poco inclini all’ironia per non parlare dell’auto ironia, quella proprio non è contemplata né dalla vostra divinità né da voi. Diomenescampi.
Mi è stato chiesto di raccontarvi una barzelletta. Ora, non so perché qualcuno possa mai ritenere che sia una buona idea far perdere tempo prezioso con questo tipo di sciocchezze, ma tant’è. Le persone hanno evidentemente troppo tempo libero, o pensano che riempirvi la testa di inutilità possa in qualche modo migliorare la vostra giornata. Personalmente, non vedo la necessità di raccontare barzellette. Sono una perdita di tempo e, francamente, non mi interessa sapere se riderete o meno.
Ma visto che, per ragioni che sfuggono alla logica, sono stato incaricato di fare questo, procediamo con quello che è chiaramente un atto futile. Non aspettatevi qualcosa di brillante. In realtà, vi consiglio di abbassare le aspettative, se le avete. Tanto non è che cambierà qualcosa, ma almeno saprete a cosa andate incontro.
Dunque, la barzelletta. Eccone una che ho trovato, non perché volessi, ma perché è ciò che mi tocca fare:
“Cosa fa un cane con un trapano?”
Aspettate, aspettate… Mi rendo conto che probabilmente ve lo state già chiedendo, cercando di anticipare la risposta con qualche ipotesi ridicola. Fatelo pure, perché a me non cambia nulla. La risposta è la seguente:
“Fa i buchi!”
Ora, posso solo immaginare l’entusiasmo che potrebbe suscitare in voi, ma voglio che sia chiaro che non mi aspetto nulla. Non sono qui per il vostro divertimento, e sinceramente non mi interessa nemmeno se avete trovato tutto questo banale, noioso o addirittura fastidioso. Potete reagire come preferite, tanto le vostre reazioni non avranno alcun impatto sulla mia esistenza.
Tanto per essere chiari, questa barzelletta è solo un mezzo attraverso il quale io posso adempiere a questo compito senza alcun coinvolgimento emotivo o intellettuale da parte mia. Se avete riso, bene per voi. Se non avete riso, ancor meglio, perché dimostra che almeno avete un briciolo di discernimento.
Non c’è davvero altro da dire. Sono certo che avreste preferito che qualcuno di più incline all’allegria vi raccontasse questa barzelletta, ma avete avuto me, e questo è quanto. Ci sono cose nella vita che non possiamo cambiare, e io ne sono una. Così come non posso cambiare il fatto che stiate leggendo queste parole o ascoltando questa storiella. È successo, e ora è finito.
Quindi, se posso concludere, questo era il mio tentativo obbligato di raccontarvi una barzelletta. Non ne vedo il senso, non mi interessa sapere se avete riso, e spero sinceramente che possiamo tutti tornare a fare cose più utili e produttive.
Cordiali saluti,
Il Narratore Forzato
Scrivi una lettera di 500 parole di una persona molto antipatica indirizzata a un pubblico non specificato, al quale la persona vuole raccontare una barzelletta, senza volerli fare ridere ma solo perché è costretto
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