300.000 anni fa, un dio solitario, stanco dell’eternità vuota, decise di creare un gioco per i suoi simili. Li trasformò in esseri umani: contenitori di carne e ossa dove le divinità avrebbero vissuto, dimentiche della loro vera natura, dalla nascita alla morte. Fu un esperimento perfetto: ogni dio, rinato come uomo, affrontava una vita terrena senza ricordi, immerso in gioie, dolori e misteri.
Ma c’era un problema. Il creatore, esausto, si addormentò prima di terminare il programma. Nessuno lo svegliò. Per 300.000 anni, le divinità continuarono a reincarnarsi in corpi mortali, ignare di essere prigioniere di un ciclo senza senso. A volte, qualcuno sussurrava di destini più grandi, di sogni strani che sembravano memorie antiche. Erano echi della verità: i frammenti di un dio che, da qualche parte, dormiva ancora.
Oggi, gli umani cercano risposte. Forse il creatore si è perso nei suoi stessi sogni. O forse il sonno è eterno, e gli dei continueranno a cadere sulla Terra, dimentichi, finché qualcuno non oserà scuotere l’universo per svegliarlo.

deepseek.com, 21 maggio 2025
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