
Camminando sotto la pioggia capita che ci si incroci. Capita che l’ombrello nasconda alla vista la persona che arriva di fronte, attenti come siamo a non bagnarci le nostre proprie scarpe, ascoltando il podcast e la rabbia che ci viene sentendo le gocce che entrano nelle spalle, superando la barriera dell’ombrello che è sempre troppo piccolo.
Quando non piove, capita che il cellulare che guardiamo nasconda alla vista la persona che arriva di fronte, attenti come siamo a non sporcarci le nostre proprie scarpe, ascoltando il podcast e la rabbia che ci viene sentendo che non siamo quello che il cellulare ci fa vedere. Non siamo gli altri. Ma non li vediamo nemmeno, nella realtà, quando ci sbattono in fronte.
