Il vero motivo per cui si leggono libri, si fanno esperienze, si parla con gli altri, si guarda il mondo insomma, non è il cercare di capire il più possibile. Questo è un effetto parziale di quella indomabile attitudine umana che si chiama curiosità, legata a quell’altra insaziabile caratteristica umana che si chiama intelletto.
La vera rivoluzione culturale potrà essere quando saremo educati all’ignoranza, quando ci abitueremo al fatto che il mondo intero è enorme, gigante, infinito, ricchissimo di doti che nessun essere umano potrà cogliere del tutto. La sfida avvincente è dunque andare verso quell’orizzonte indicato dalla sapienza, dalla cultura, costantemente ed umilmente coscienti che viviamo intrisi di ignoranza.
Una ignoranza che non deve in alcun modo deprimerci, o abbatterci nella ricerca della verità o della bellezza. Una ignoranza che ci deve fare compagnia in ogni momento, per regalarci la soddisfazione di aver fatto uno scalino in più, una lieve salita sulla collina oltre la quale difficilmente riusciremo mai a vedere. Deve essere il motore che ci spinge o ci tira a conoscere, senza rimanere abbagliati da coloro che ne sanno di più (malati dello stesso medesimo male, una ignoranza