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La necessità interiore spinge spesso a espremere le proprie meningi fino a far uscire, non dal naso, ma dalle mani, quello che si ha in testa. (sibilo strisciante)
Svestire il santo o guardare il re nudo aiuta a meditare, oltre che a divertirsi un po’.
La storia inizia con del viola che scivola con dell’essenza di trementina in cerca di nuove bugie da raccontare. Striscia dopo striscia, il serpente circonda il pennello e lo avvicina alla mela, anche se in questo caso è soltanto una innocua arancia.
Si avvicina tremando dal freddo, la accarezza come farebbe al migliore dei suoi amici (mai visto un serpente avere degli amici, ma fa parte della storia), lo trattiene e lo trascina. A destra e a sinistra, senza preoccuparsi troppo di (stai calmo lui dice, stai calmo!…) fare male o fare veloce.
Sciogliere l’immagine serve a reagire ad un mondo ossessivamente denso, petulantemente colmo di immagini. Perfette, lucide, realmente piene di nulla. Distruggere le immagini vuol dire lanciare dei pomodori (di nuovo…delle arance!) verso uno spettacolo fastidioso e visivamente assordante.
Scusate se è poco.

