Capita, spesso ma capita, che si pensi all’infinito.
Si percepisce che ci sia qualcosa di vicino che diventa distante, lontanissimo, gigantesco, enorme, minuscolo, piccolissimo, insondabile, La lontanissima cifra del pigreco, la stella che non vedi, la strada che non finisce, la ripetizione che non si interrompe.
Con la musica succede di provare la stessa sensazione. Indefinitamente infinita. Perché rende udibile l’infinito. Lo prende, lo rende notabile e ce lo fa ascoltare.