La pittura è un linguaggio

E io lo uso come voglio.

La pittura è una forma di comunicazione, un linguaggio. Come tutti i linguaggi ha una sintassi, che si realizza nei colori, nelle forme.

Come ogni linguaggio ha un medium, ha degli strumenti che servono per realizzare gli oggetti sintattici. I pennelli, la tela, i pigmenti, le tecniche di deposizione e spargimento del colore.

Come ogni linguaggio ha i suoi accenti, le sue strutture e le  sue declinazioni locali e personali. Non sono interessato alla pittura ‘per sè’, anche se è meglio chiarire. La pittura in sé, come esercizio zen di realizzazione e di ricerca, ha per me una enorme importanza. Come ogni gesto ripetuto avanza richieste di considerazione da parte dell’anima di chi li esegue.

Oltre a questo, non ho intenzione di usare il linguaggio pittorico per meravigliare, incantare o esercitare se stesso. E’ un prolungamento della mia mano, del mio spirito, dei miei occhi, della mia parola, cioè di tutti gli strumenti di cui un uomo è fornito all’inizio del suo viaggio.

In quanto uomini siamo in grado di creare strumenti che ci aiutino a realizzare i nostri bisogni.

Quello di vedere è, per me, uno dei bisogni primari. La pittura, insieme alla scrittura, mi è necessario a questo scopo ed è anche molto divertente, emozionante.

La uso come voglio, perchè solo un linguaggio libero da vincoli mi permette di arrivare al mio scopo.

Come ogni campo culturale umano, c’è una componente di ricerca e una componente di utilizzo che si declinano nei singoli soggetti che si interessano della pittura stessa. Chi è interessato alla pittura di per se, chi è interessato ad una morfizzazione del proprio essere, chi ad usarla come passe partout per vedere e raccontare il mondo.