Difficilmente riesco a credere a chi elabora teorie a posteriori sul fallimento come strada verso il successo.
“Unisci i puntini”
“Sii deciso e guarda la meta”
“Non ti fare abbattere dalle difficoltà”
“Non uccidere la speranza”
“La strada verso il successo è piena di fallimenti’
Frasi che odorano di baci Perugina.
Mi sbaglierò ma, come nella definizione di Cigno Nero, è molto facile definire il successo dopo, quando si è sul podio.
Il fallimento è parte integrante delle nostre vite, non è la strada del successo. È l’immenso numero statistico a cui tutti apparteniamo più o meno strettamente.
Il successo è un rutto per digerire la fatica ma non serve a vivere e a nutrire un organismo.
Solo che il rutto fa rumore e crediamo che sia il risultato della digestione. Ma è solo miopia, un limite al vedere le cose.
Il mondo è pieno di insicurezze e chi ce la fa dovrebbe guardarsi bene, umilmente, dal dare giustificazione a posteriori.
Non c’è spiegazione alla fortuna (di essere nati ricchi, di essersi ritrovato su una strada) o alla tentazione di gloria (che si manifesta nello scrivere ‘imprenditore’ o ‘manager di qualche tipo’ sul biglietto da visita)
La vita è follia racchiusa in una bolla che a momenti può esplodere.
Ci sono storie di fallimenti che sono emozionanti e commoventi, perché sono vere. Ci tengono vicini, senza farci dimenticare di cosa siamo fatti e delle molte anime fallaci che invece rimangono lì, oscurate dal podio dei ‘vincitori’.
Altre storie sono soltanto Ego e possono essere saltate e dimenticate.
In questo libro si trovano entrambe, a voi la scelta.
L’autrice ha racchiuso molto bene nel libro tutti questi spunti, presentandoci le varie sfaccettature di fallimento. Un libro sul fallimento che fa pensare, a tratti emozionare.
Ed è molto interessante il testo finale di Chiara Falchi.
Laura De Benedetto, Fallendo si impara, EBS print, 2024
