Vanitas

Lavorare sull’imperfezione, oro e terra.

Ma come si fa a rincorrere la perfezione, che già corre veloce, perseguendo la strada del suo opposto? E’ possibile mi chiedo?

Giocando si può fare tutto, vedendo le cose da un punto di vista diverso. Grazie Stefano Bosis,  con la tua sveglia che gira al contrario mi hai da sempre aperto gli occhi su punti di vista diversi. Siamo diversi, ma trovo interessante il modo tuo personale di vedere la vita, osservandola attraverso i tuoi occhi colorati.

Stasera ero nervoso, ma la pittura mi ha calmato. Cercare la luce, i colori e lo scuro, i contrasti. Un ottimo allenamento per la mente e le mani.

Diverse cose da sbrigare, ultimo mese a Berlino, per fortuna. Mi sta stretta questa città gigante, mi innervosisce a tratti. Preparare le cose da portare via, da mandare via e poi da raggiungere. E’ davvero venuto il momento di cambiare città, di continuare il viaggio. E’ la sensazione che più mi emoziona.

Stasera pensavo al perchè di questo fortissimo desiderio di instabilità. Non voglio creare legami, la cosa mi infastidisce, mi annoia. Voglio sentirmi a disagio per un motivo vero, non per fantasmi inutili, per abitudine o per falsa solitudine.

Mi chiedo cosa sarà del mio essere pittore. Pittore, accidenti che parola forte. Eppure lo sono, poichè dipingo. Dipingo anche bene, anche se ancora nessuno se ne accorto profondamente. Ma è questione di momenti. il mio oro e i miei animali e le mie donne spoglie sono elementi che hanno la forza per vivere da soli, lo so. Non è questione di di arroganza o presunzione. Anzi si. Mi arrogo il diritto di far prevalere i miei lavori, anche fosse solo per una paura di non lasciare tracce.

Forse l’equivalente di avere un figlio o dei figli. Forse li avrò, forse no, per ora ho i miei lavori.