Mi ha acceso una lampadina questa frase. Ogni ruolo, lavorativo, attoriale o che ognuno di noi vive davanti allo specchio con se stesso, merita una caratteristica peculiare. Per anni, giorni, ore, sì vale anche solo temporaneamente.
Ad esempio a volte bisogna non essere modesti, bisogna ricordare al mondo e a se stessi che per ruolo, nascita o pure divertimento si può essere speciali. Come Tony Manero nella final strut.
C’è chi, come il re di Saramago, deve esserlo per definizione. Che ne dite?
José Samagago, Memoriale del convento, Feltrinelli, 2020

